MATERIA//SCENICA #3

L’uso delle mani tra tensione drammatica e funzione anatomica.

Nella biomeccanica della Pole Dance, la mano viene interpretata quasi esclusivamente come uno strumento di sicurezza: si sceglie una presa in normal, in Cup grip, in twisted, basandosi solo coefficiente di attrito, sulle leve e sulla stabilità anatomica.

Eppure, sul piano drammaturgico, le mani sono il principale rivelatore di verità o di finzione. Una mano che cerca cieca l’attrezzo o che stringe con panico spezza la sospensione dell’incredulità, tradendo lo sforzo dell’atleta e distruggendo la presenza del personaggio.

Le mani tradiscono le emozioni più di qualsiasi espressione facciale.

Le 3 dimensioni teatrali della mano;

 1. La mano che insegue vs la mano che domina (l’ingaggio)

La dinamica: Quando ci si avvicina al palo per impostare una presa, l’errore classico è “brancolare” o sistemare le dita più volte sull’attrezzo.

Uso drammatico: L’ingaggio deve avere un solo tempo. La mano non cerca il palo: lo rivendica. Il contatto deve avvenire con una precisione chirurgica che comunica intenzione ancora prima che il peso del corpo venga scaricato sulle braccia.

 2. La mano libera come vettore spaziale (l’arto fuori scena)

La dinamica: Spesso la mano non ingaggiata nell’attrezzo rimane abbandonata, a ciondoli o rigida in pose leziose da danza classica.

Uso drammatico: la mano libera è il prolungamento della linea drammatica. Può fendere lo spazio come una lama, specchiare la tensione del torso o indirizzare lo sguardo del pubblico verso un punto preciso della scena. In termini grotowskiani, la mano libera “spoglia” il gesto da ogni leziosità, rendendolo necessario.

 3. Il rilascio è la memoria del contatto (il disimpegno

La dinamica: il momento in cui la mano stacca la presa dall’acciaio.

Uso drammatico: il distacco non è mai neutro. Una presa rilasciata di colpo trasmette rottura o rifiuto; una mano che scivola lentamente lasciando l’impronta sulla barra evoca possessione, memoria corporea o riluttanza.

SCHEDA PRATICA – il test del singolo tocco

Svolgi questo esercizio di 10 minuti per pulire la retorica delle mani:

Fase 1 (vincolo del tocco unico): scegli una combo di 2 figure che conosci perfettamente. Esegui la salita e la presa iniziale imponendoti di non riposizionare mai le dita una volta toccato l’acciaio. Se la presa non è perfetta, adatta la posizione del corpo invece di “sgranare” le dita sul palo.

Fase 2 (Il focus sulla mano libera): ripeti la sequenza concentrandoti unicamente sulla mano che non tiene l’attrezzo. In ogni figura, assegna a quella mano un compito preciso: fendere l’aria, toccare il proprio corpo con tensione o indicare un punto fisso sul proscenio.

Fase 3 (verifica senza musica): registrati ed esegui la sequenza in silenzio. Guarda il video focalizzandoti solo sui tuoi polsi e sulle tue dita: trasmettono sicurezza e storia, o tradiscono l’ansia della figura successiva?

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