DISSACR//ARTE

PERCHÉ SIAMO CURIOSI?

Editoriale · N°00

•CURIOSITÀ•

Da piccoli/e facevamo domande su tutto.

Perché il cielo è blu?
Perché i pesci non affogano?
Perché i grandi dicono una cosa e poi ne fanno un’altra?

Poi siamo cresciuti.

E, stranamente, abbiamo iniziato a fare meno domande.

Forse perché a un certo punto ci hanno insegnato che alcune domande sono stupide.

Che alcune cose “sono così e basta”.

Che bisogna sapere, non chiedere.

E così abbiamo imparato a cercare risposte prima ancora di capire se ci interessava davvero la domanda.

La curiosità, invece, funziona al contrario.

Non parte da quello che sappiamo.

Parte da quello che non sappiamo.

È quel piccolo fastidio che arriva quando qualcosa non torna.

Un’opera che non capiamo.

Una persona che fa una scelta che noi non condividiamo.

Una città in cui non siamo mai stati.

Un corpo capace di fare qualcosa che sembra impossibile.

Una parola straniera che esprime un concetto per il quale noi non abbiamo nemmeno una parola.

La curiosità dice:

“Aspetta.”

E poi:

“Perché?”

È una delle poche cose che ci permette di cambiare idea senza sentirci sconfitti.

Perché essere curiosi significa accettare, almeno per un momento, di non avere una risposta.

Ed è probabilmente questo il motivo per cui la curiosità è così importante nell’arte.

L’artista non guarda necessariamente meglio di noi.

Guarda più a lungo.

Dove noi vediamo una cosa, lui o lei può vedere una domanda.

Una sedia può diventare un’opera.

Un movimento può diventare una storia.

Un corpo può diventare uno strumento.

Un muro può diventare una tela.

Una fotografia può costringerci a guardare qualcosa che avremmo preferito ignorare.

E improvvisamente quello che pensavamo di conoscere torna a essere sconosciuto.

È una piccola magia.

Ma non riguarda soltanto l’arte.

La curiosità ci fa partire.

Ci fa leggere.

Ci fa innamorare.

Ci fa cambiare strada.

Ci fa entrare in un luogo senza sapere cosa aspettarci.

Ci fa chiedere: perché?

A volte ci fa anche aprire porte che sarebbe stato molto più semplice lasciare chiuse.

DISSACR//ARTE nasce da questa sensazione.

Da quel momento esatto in cui qualcosa ci incuriosisce abbastanza da farci fermare.

Non sappiamo ancora se quello che troveremo ci piacerà.

Non sappiamo se saremo d’accordo.

Non sappiamo nemmeno se avrà una risposta.

E va bene così.

Perché non vogliamo costruire una rivista che abbia sempre qualcosa da insegnare.

Vogliamo costruire uno spazio che abbia qualcosa da far scoprire.

Qui parleremo di arte, certo.

Ma anche di corpi, performance, viaggi, scrittura, persone, cultura, stranezze, ossessioni e idee.

Alcune cose saranno bellissime.

Altre saranno assurde.

Alcune ci faranno ridere.

Altre ci faranno cambiare prospettiva.

Qualcuna, magari, ci farà arrabbiare.

Sarebbe già un buon risultato.

Perché forse la cultura non serve soltanto a darci delle risposte.

A volte serve a porre le giuste domande.

E allora questo primo numero non vuole dirti cosa pensare.

Vuole soltanto chiederti una cosa.

Sei ancora abbastanza curioso da non sapere dove stai andando?

Benvenuto in DISSACR//ARTE.

Unconventional magazine.

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