Mi sono fermata a chiedermi: perché?
DISSACR//ARTE nasce come progetto editoriale indipendente.
Arte, cultura, corpo, performance, scrittura, viaggio: territori diversi attraversati dalla stessa ossessione.
Guardare ciò che conosciamo abbastanza a lungo da riuscire a vederlo diversamente.
Poi una domanda ha iniziato a tornare più delle altre:
quando un corpo smette di eseguire e comincia a dire qualcosa?
Da lì DISSACR//ARTE è cambiato.
Oggi è un laboratorio editoriale dedicato alla pole, alla performance e alla drammaturgia del corpo.
Un luogo di ricerca, scrittura e formazione per chi non vuole soltanto costruire una routine.
Vuole costruire un significato.
DISSACRARE
Dissacrare non significa distruggere.
Significa togliere qualcosa dal luogo in cui siamo abituati a trovarlo.
Avvicinarsi a ciò che sembra intoccabile.
Interrogarlo.
Spostarlo.
Guardarlo abbastanza da vicino da scoprire che potrebbe significare qualcos’altro.
È quello che facciamo anche con la pole.
Il trick non scompare.
Smette semplicemente di essere il mero fine.
La tecnica diventa vocabolario.
Il corpo diventa linguaggio.
La drammaturgia gli dà una direzione.
//
Le due barre sono una frattura.
Separano e collegano.
Prima // dopo.
Tecnica // significato.
Forma // intenzione.
Ciò che conosci // ciò che potresti ancora vedere.
DISSACR//ARTE abita quello spazio.
IL METODO
Da questa ricerca nasce il Metodo DISSACR//ARTE:
Significato → Identità → Conflitto → Corpo → Tecnica → Dissacrazione.
Non una formula per produrre performance tutte uguali.
Il contrario.
Un processo per arrivare a una performance che non potrebbe appartenere a nessun altro corpo.
SCOPRI IL METODO →
CHI C’È DIETRO DISSACR//ARTE
Sono Gioia Di Domenico e faccio pole dance.
Da qualche anno mi sono avvicinata anche al mondo delle competizioni. Ed è proprio guardando le gare — e vivendole — che ho iniziato a farmi una domanda.
Dov’è l’arte?
Ho visto tecnica.
Preparazione.
Forza.
Flessibilità.
Controllo.
Trick sempre più complessi.
Ma spesso avevo la sensazione che mancasse qualcosa.
Non la difficoltà.
Il significato.
Una routine poteva essere impeccabile e, una volta terminata la musica, non lasciarmi niente.
Da lì ho iniziato a interrogarmi su cosa trasformi davvero una sequenza di movimenti in una performance.
Non mi bastava più chiedermi:
“Quale trick viene dopo?”
Volevo capire:
“Perché viene dopo?”
Perché questo movimento?
Perché questo personaggio?
Perché questa musica?
Perché questo corpo si muove così?
E soprattutto: che cosa sto cercando di dire?
Ho iniziato quindi a cercare altrove: nella drammaturgia, nella performance, nel teatro, nell’arte, nella costruzione del personaggio e nel modo in cui il corpo può produrre significato prima ancora di produrre difficoltà.
DISSACR//ARTE nasce anche da questa ricerca.
Non per negare la tecnica.
Per rimetterla al suo posto.
La tecnica è necessaria.
Ma è uno strumento.
Il palo è uno strumento.
Il trick è una parola.
E conoscere moltissime parole non significa necessariamente avere qualcosa da dire.
È da questa convinzione che nasce il Metodo DISSACR//ARTE: un modo di pensare la costruzione della performance partendo dal significato e arrivando alla tecnica, e non il contrario.
Non ho creato DISSACR//ARTE per insegnare alle persone come fare pole.
Mi interessa un’altra domanda.
Che cosa può diventare la pole quando smettiamo di usarla soltanto per mostrare ciò che sappiamo fare e iniziamo a usarla per dire qualcosa?
È lì che comincia la mia ricerca.
Ed è lì che comincia DISSACR//ARTE.