Founder & Creative Director — DISSACR//ARTE
LA TECNICA È IL PUNTO DI PARTENZA.
L’ESPRESSIONE ARTISTICA È IL MIO CAMPO DI RICERCA.
Il mio percorso nasce dall’incontro tra linguaggio, comunicazione, corpo e performance.
Ho una formazione in Lingue e Letterature, con specializzazione in Linguistica Applicata, e un Master in Relazioni Istituzionali, Lobby e Comunicazione d’Impresa. Nel tempo ho approfondito ambiti come comunicazione, public speaking, neuromarketing, arti performative e PNL.
Parallelamente, ho costruito un rapporto con il corpo e la scena attraverso esperienze diverse: dall’Hip Hop all’attività come indossatrice, fino alla pole dance, che pratico da cinque anni e che mi ha portata a confrontarmi anche con il mondo delle competizioni.
Due percorsi apparentemente distinti hanno iniziato così a incontrarsi: da una parte lo studio del linguaggio e della comunicazione, dall’altra l’esperienza diretta del corpo e della performance.
Ed è proprio attraverso la pole dance che è nata una domanda destinata a diventare il punto di partenza di tutto:
Che cosa succede quando una disciplina fisica smette di essere soltanto esecuzione tecnica e diventa un linguaggio capace di raccontare, comunicare ed emozionare?
Da questa domanda nasce DISSACR//ARTE.
OLTRE L’ESECUZIONE
La tecnica è fondamentale. È il vocabolario che permette al corpo di acquisire possibilità, costruire movimento e sviluppare un linguaggio.
Ma conoscere il vocabolario non significa necessariamente sapere cosa raccontare.
Una performance non è soltanto una successione di elementi tecnici. È un insieme di scelte: un concept, un’intenzione, un personaggio, una relazione con la musica, lo spazio e il pubblico.
Un movimento può essere impeccabile e rimanere un esercizio. Oppure può diventare parte di un racconto, assumere un significato, contribuire a costruire un’esperienza.
La differenza non risiede necessariamente nella difficoltà del trick, ma nel modo in cui viene utilizzato e nel rapporto che costruisce con tutti gli altri elementi della scena.
Mi interessa osservare ciò che accade tra il movimento e il suo significato.
Mi interessa capire perché una performance riesce a coinvolgerci, quali strumenti utilizza per comunicare e come le scelte artistiche contribuiscono a trasformare un’esecuzione in qualcosa che lascia un segno.
L’ARTE HA BISOGNO DI CULTURA
Credo che la componente artistica della pole dance meriti maggiore attenzione, studio e consapevolezza.
Non basta riconoscere che una performance può essere arte. Occorre anche sviluppare strumenti per leggerla, analizzarla e discuterne.
La drammaturgia, il simbolismo, la musicalità, la presenza scenica, la costruzione del personaggio e la relazione con il pubblico non sono elementi casuali o semplici decorazioni. Sono dimensioni che possono essere approfondite, comprese e valorizzate.
Mi piacerebbe contribuire alla costruzione di una cultura artistica più solida e condivisa, capace di coinvolgere performer, insegnanti, giudici e appassionati.
Una cultura nella quale la tecnica e la ricerca artistica non siano considerate dimensioni separate, ma parti di un’esperienza più ampia.
Non penso di avere tutte le risposte. Penso, però, che sia arrivato il momento di fare più domande e di costruire occasioni per cercare insieme.
DISSACR//ARTE: UNA RICERCA CONDIVISA
DISSACR//ARTE non nasce come uno spazio con risposte già confezionate, né come una voce che pretende di stabilire cosa sia arte e cosa non lo sia.
È un progetto editoriale indipendente, una ricerca in costruzione e in continua evoluzione.
Un luogo in cui far dialogare pole dance, comunicazione, drammaturgia e arti performative, mettendo in circolo idee, esperienze e prospettive differenti.
Per questo il progetto si sviluppa attraverso quattro direzioni:
THINK — Per interrogare, approfondire e mettere in discussione le idee.
DECODE — Per esplorare il linguaggio delle performance, le loro scelte narrative, estetiche e simboliche.
VOICES — Per dare spazio alle esperienze, alle visioni e alle voci di chi vive e attraversa questo mondo.
LAB — Per entrare nel processo creativo, sperimentare e osservare come un’intuizione può trasformarsi in una performance.
Non voglio costruire un sistema chiuso, ma un contenitore di anime: uno spazio in cui ognuno possa portare un pezzetto di sé e contribuire ad accrescere gli altri.
Perché la cultura non si costruisce attraverso una sola voce, ma attraverso il confronto, la curiosità e la possibilità di guardare le cose da prospettive diverse.
Io porto il mio percorso, le mie domande e il mio sguardo. La ricerca, invece, è aperta a chiunque abbia qualcosa da osservare, raccontare o mettere in discussione.
Credo che alcune idee non producano necessariamente un effetto immediato. A volte hanno bisogno di tempo per sedimentare, incontrare nuove esperienze e trovare il momento giusto per essere comprese.
E magari, un giorno, qualcuno si sveglierà pensando:
«Ah, ecco che intendeva DISSACR//ARTE».
LA TECNICA È IL VOCABOLARIO.
LA PERFORMANCE È CIÒ CHE SCEGLI DI DIRE.
DISSACR//ARTE
Performance. Non solo esecuzione.